FABIO

GIOVANNINI

 

 

 

 

 

 

Fabio Giovannini è nato a Roma nel settembre del 1964. Risiede  da circa dieci anni in Umbria con la famiglia e dal 2015 insegna Filosofia e Storia presso il Liceo scientifico di Foligno. Prima di diventare insegnante ha lavorato per vent'anni come archeologo e, soprattutto, come antropologo fisico. Il suo percorso di studi è iniziato con la laurea in Antichità medievali a  “La Sapienza” di Roma, cui è seguita la specializzazione in Archeologia e infine il perfezionamento in Biologia umana, conseguito nella Facoltà di Scienze. Prima della laurea, ha trascorso un anno a Parigi come studente Erasmus, iscritto alla Facoltà di Scienze Umane all'Università di Paris X-Nanterre. Tra le varie campagne di scavo condotte in tutta Italia, le più significative sono state quelle in Lombardia e in Alto Adige, dove ha avuto la fortuna di vivere per diversi anni. All'attività di scavo ha sempre alternato quella di laboratorio (analisi di ossa umane e animali), pubblicando i risultati dei suoi studi in saggi individuali o collettivi su molte riviste scientifiche. Tra le pubblicazioni scientifiche la più importante è la tesi di specializzazione sulla mortalità infantile in età medievale pubblicata a Oxford, nel 2001, da un editore universitario. A partire dal 2010 ha iniziato a scrivere libri per un pubblico più ampio, ma sempre riferiti al mondo dell'archeologia e della storia: “I tesori nascosti di Roma. La millenaria caccia alle ricchezze sepolte” (Mursia 2010)  e “Roma criminale e misteriosa. Delitti e segreti da Romolo alla banda della Magliana” (Mursia, 2012). Attraverso questi libri, ha forse iniziato ad unire l'amore per la storia con il desiderio di raccontare. Quando, nel 2012, ha deciso di lasciare il mondo dell'archeologia - sempre più difficile da conciliare con l'avanzare dell'età e le esigenze della famiglia – si è risvegliato l'interesse per la narrativa che si è concretizzato nella stesura de “La vita che resta”, il suo primo romanzo, che ha vinto nel 2018 il prestigioso Premio Malerba.

 

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